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Rientri

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È trascorso tanto tempo dall'ultimo post; anche il blog è andato in vacanza, rischiava di diventare l'ennesimo impegno da assolvere, quindi pausa. Poi qualche giorno fa arriva un messaggio da un'amica, una persona che non vedo e non sento da tanto tanto tempo, una collega che è transitata dalle mie parti una decina di anni or sono (dico bene Luigina?) con la quale ho lavorato benissimo. Una bella persona, intelligente, una di quelle perle rare con le quali ci si capisce al volo senza ricorrere troppo alla parola. Luigina mi ha scritto un messaggio a commento di un'immagine del mio stato: una cinica insegna luminosa veicolante il seguente pensiero: "Buon rientro lo dici a qualcun altro". Il suo messaggio mi ha colpita e commossa, parlava del blog, della scrittura, della possibilità di scrivere un libro e della voglia di rivedersi, anche solo per un caffè. Ho così realizzato che questo esperimento di scrittura stia funzionando, che l'obiettivo di...

Del male, della banalità, della vittima e dei carnefici

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  Terminato il favoloso Ferrovie del Messico , il romanzo di Nicola Lagioia era lì pronto per essere divorato in tre giorni. Non ho mai letto nulla del genere, nulla che mi turbasse e mi appassionasse così profondamente. La vicenda si svolge nel marzo del 2016 quando due giovani rampolli della Roma pariolina -  Manuel Foffo e Marco Prato-  seviziano e uccidono Luca Varani, ragazzo di borgata. Se mai sia legittimo andare a ricercare il movente di un tale delitto, questo non è comunque rintracciabile. Non c'è. Emerge solo un consueto uso di alcol e droga, un'abitudine allo sballo e agli eccessi ma non di meno, nella rigida narrazione con piglio giornalistico, emergono inquietanti interrogativi che riguardano tutti. E per tutti intendo tutto il genere umano, noi che ci sentiamo al riparo del male nella nostra quotidiana e ordinaria vita controllata.  Lagioia ad un certo punto irrompe con questa potente domanda  «Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Vivia...

Cesco Magetti siamo noi

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  Come già dichiarato, per me le vacanze significano mare e libri, lettura e riposo. Colonna sonora? Lo sciabordio delle onde. Con me ho portato un nutrito fardello di tomi, tanta era la paura di rimanerne sguarnita in una terra straniera francofona e (pertanto) per nulla incline ad assecondare il turista italiano in cerca di letture in lingua madre.  Il primo ad aprire la sessione di lettura intensiva è stato Le ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi, Laurana Editore, 2022, 824 p.  Ho divorato questo romanzo con foga ed entusiasmo come da tempo non mi accadeva; una rivelazione. Non credo di sbagliare nell'affermare che rimarrà negli annali della letteratura. Per quanto mi riguarda, un capolavoro e lo dico con la presunzione di una lettrice accanita con alle spalle una formazione linguistico-letteraria. In questo romanzo ho trovato tutto e credo che l'intenzione enciclopedica fosse proprio nelle intenzioni dell'autore. Una novità realizzata con l'uso sapiente dei tem...

Sarc-asmi

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@cazzsara La rete pullula di meme e reel cinici, mi piace guardarli per staccare il cervello,  per fermare il frullio vorticoso dei pensieri. Overthinking, pare si dica. Ho già narrato delle mie elucubrazioni notturne (una notte scrissi addirittura un post sulla funzione del lessico...mazza che disagio) e del rituale del sonno (plurilettura della stessa pagina). E' come se la devastante stanchezza agevolasse l'ingresso delle immagini più temibili: il documento inviato privo di firma, la mancata condivisione della quindicesima tabella partorita dal capo, la cimice appesa al pensile della cucina, il tavolino del bar che offre ristoro a quei due, le chat de fuego manco fossi un cardiochirurgo reperibile e quei messaggi, mio Dio, un incubo ricorrente. Occhi sbarrati, respirazione affannosa e anche stasera mi addormento presto domani. Sale lo sconforto in modo direttamente proporzionale alla rabbia e al tignoso, perseverante nonché autoflagellante senso di colpa. Mordo il cuscino o ...

Oggi e domani, Giovanni e Irene

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1992-2023 foto di Roberto Ornato Come ho già dichiarato tempo fa, sono refrattaria alle commemorazioni ufficiali poiché paiono ipocriti tentativi di risciacquare coscienze poco avvezze alla quotidiana buona pratica dell 'humanitas .  Le ormai inflazionate "giornate in memoria di/del.." ci garantiscono un'indulgenza plenaria tale da assicurarci notti serene e coscienze immacolate. Aborro e respingo tutto ciò con tutta me stessa. Ma la giornata di oggi assume per me un significato particolare e ho l'urgenza di riservare un pensiero a chi il 23 maggio 1992 ha perso la vita a Capaci e all'Irene tredicenne di allora che alla vigilia del suo quattordicesimo compleanno è stata catapultata con violenza nel mondo del male. Nel dramma della realtà. Uno schiaffo in pieno viso che ha rotto l'incanto dell'infanzia.  Le mie mani stanno tremando perché altissimo è il rischio di cadere nella vuota retorica. Si nomini Giovanni Falcone con il capo chino e il silenzio si...

Fascia salva vita

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È sabato sera, ho mal di schiena, ho messo la fascia lombare ed ora cerco di ignorare il dolore accomodandomi sul balcone a godere del clima mite. Si sta come in primavera Con gli adempimenti gli insegnanti  Non entro nel merito della mia professione, so che sarei costretta ad affrontare argomenti assai impopolari e purtroppo non compresi ma sono stanca, piallata, asfaltata e un grazie al lazzo lasciatemelo esprimere. Non sarò in grado di organizzarmi? Non riesco ad  ottimizzare i tempi? Sono vecchia? Risposte affermative, certo. Sono talmente stanca, dentro e fuori e tutto intorno, che alle ore 21 il mio corpo si inchioda, la mente si ottunde e l'autonomia energetica mi consente di adempiere solo ed esclusivamente alle abluzioni necessarie. Poi finalmente raggiungo il letto, il momento più atteso dalle 6,00 a.m quando la sveglia si attiva -insieme alle imprecazioni- e se sono fortunata un occhio aperto mi consente di leggere una pagina. La stessa pagina che ho te...

Epica, empatia e vendetta

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  La strage dei Proci                                                                                                         Oreste inseguito dalle Erinni Chi si riconosce in queste immagini? 🙋🏻‍♀️ E' possibile che in noi alberghino nel contempo queste due dimensioni?  Concentriamoci sulla prima. L'empatia è una rara forma di intelligenza, è difficile sapersi mettere nei panni del prossimo e si soffre da morire. Io ho davvero temuto per la salute dell'amico vegetale sperando di non essere la causa del suo malessere e ho subito cercato di rendere più confortevole il suo breve soggiorno nel cassetto del frigorifero: un giaciglio di carta assorbente potrebbe leni...