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Visualizzazione dei post con l'etichetta Libri

Io, vecchia megera

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  Ciao, ogni tanto questo blog apre le porte, è necessario arieggiare i locali e rinfrescare l’ambiente con la brezza marzolina. Quando mi riavvicino a questo esperimento di scrittura, ripercorro inevitabilmente le tappe che hanno segnato la mia esigua produzione e si avvicendano le emozioni e talvolta gli imbarazzi. Quanta urgenza di tirare fuori l’indicibile e quanta ingenuità.  Da tempo immemore sono combattuta tra il bisogno di condividere i miei pensieri e i miei interessi e il pudore di non imporre gli stessi a chi mi legge. Vorrei solo esprimere ciò che davvero mi piace e umilmente lo metto qui, in un blog chiuso che ogni tanto dischiude un varco per raccontare qualcosa.  In questi mesi di assenza, la vita è trascorsa con il normale concitato ritmo degli impegni: lavoro, famiglia e amici. Alcuni di questi sono evaporati, puff -scomparsi-, altri si sono inaspettatamente materializzati sul mio cammino e altri ancora…mah, sono lì, talvolta fanno capolino. Ed io che ru...

Nel cuore profondo

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Ho comprato questo libro a scatola chiusa, ho amato il Mankell dell'ispettore Wallander e di Scarpe italiane ed è risultato naturale cedere all'acquisto di questo romanzo.  Nonostante i contenuti rispondano pienamente ai miei interessi, ho in un primo momento interrotto la lettura per poi riprenderla a pieno ritmo in modo vorace. Poco dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, l'ufficiale della marina svedese Lars Tobiasson-Svartman viene mandato in missione segreta nel Baltico. Tra le fredde nebbie del Nord, il nostro protagonista si imbatte in un isolotto abitato da una sola donna -Sara Fredrika - che dimessa e rassegnata alla solitudine, accenderà nel militare ossessioni sopite.  Ancora una volta mi scontro con il tema del doppio e dell'inganno, l'Universo vorrà dirmi qualcosa?  I paesaggi nordici ben si sposano con i cupi istinti del militare che in una strenua e occulta lotta con se stesso cerca invano di domare. Lars è un uomo autorevole ma frammentato, è di...

Tre racconti del doppio

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  A fine estate un'amica mi ha omaggiato di questo incredibile libro. Mi ha sorpreso la sua smania di farmelo avere e mi ha commosso e onorato il suo desiderio di conoscere le mie impressioni. Avevo inteso le fosse piaciuto; è una lettrice incallita e il suo "non ho mai letto nulla del genere, non ti dico di più" si è configurato come miele per l'orsa che alberga in me (insieme alle Erinni , non dimentichiamole ). La Trilogia della città di K. si presenta come   u n romanzo in tre capitoli; esso narra la storia di due gemelli dalla prodigiosa intelligenza che condividono un destino comune inesorabilmente diviso da scenari di guerra, povertà e privazione. Siamo in un paese dell’Europa dell'est invaso da una potenza straniera; non vi è però alcuna coordinata spazio-temporale che possa collocare la narrazione in un tempo e in uno spazio precisi.  La prima parte viene narrata in prima persona; i due fratelli annotano in un grande quaderno (titolo del primo capitolo) t...

Del male, della banalità, della vittima e dei carnefici

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  Terminato il favoloso Ferrovie del Messico , il romanzo di Nicola Lagioia era lì pronto per essere divorato in tre giorni. Non ho mai letto nulla del genere, nulla che mi turbasse e mi appassionasse così profondamente. La vicenda si svolge nel marzo del 2016 quando due giovani rampolli della Roma pariolina -  Manuel Foffo e Marco Prato-  seviziano e uccidono Luca Varani, ragazzo di borgata. Se mai sia legittimo andare a ricercare il movente di un tale delitto, questo non è comunque rintracciabile. Non c'è. Emerge solo un consueto uso di alcol e droga, un'abitudine allo sballo e agli eccessi ma non di meno, nella rigida narrazione con piglio giornalistico, emergono inquietanti interrogativi che riguardano tutti. E per tutti intendo tutto il genere umano, noi che ci sentiamo al riparo del male nella nostra quotidiana e ordinaria vita controllata.  Lagioia ad un certo punto irrompe con questa potente domanda  «Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Vivia...

Cesco Magetti siamo noi

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  Come già dichiarato, per me le vacanze significano mare e libri, lettura e riposo. Colonna sonora? Lo sciabordio delle onde. Con me ho portato un nutrito fardello di tomi, tanta era la paura di rimanerne sguarnita in una terra straniera francofona e (pertanto) per nulla incline ad assecondare il turista italiano in cerca di letture in lingua madre.  Il primo ad aprire la sessione di lettura intensiva è stato Le ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi, Laurana Editore, 2022, 824 p.  Ho divorato questo romanzo con foga ed entusiasmo come da tempo non mi accadeva; una rivelazione. Non credo di sbagliare nell'affermare che rimarrà negli annali della letteratura. Per quanto mi riguarda, un capolavoro e lo dico con la presunzione di una lettrice accanita con alle spalle una formazione linguistico-letteraria. In questo romanzo ho trovato tutto e credo che l'intenzione enciclopedica fosse proprio nelle intenzioni dell'autore. Una novità realizzata con l'uso sapiente dei tem...